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Tips - illuminazione intelligente
L’illuminazione della tua casa costituisce il 10% del consumo di elettricità. Perciò, quando acquisti
una lampada, ricordati che ci sono alcuni accorgimenti capaci di farti risparmiare. Innanzitutto puoi
imparare a distinguere le lampade a basso consumo dalle altre.
Vediamo da vicino quali sono i diversi tipi di lampade in commercio ed i motivi per cui è consigliabile
sceglierle oppure no.
Lampade comuni ad incandescenza
Sono le più diffuse anche se hanno una durata breve (+-1000 ore) e una scarsa efficienza luminosa.
Queste lampade diffondono una luce gradevole, adatta agli ambienti più raccolti, sono consigliate per
stanze come la camera da letto, oppure per i locali in cui non si resta a lungo (per es. il bagno o il corridoio).
Lampade ad incandescenza “alogene"
Sono più costose ma hanno una durata (+-2000 ore) decisamente superiore alle lampade comuni,
mentre l’efficienza di risparmio energetico è piuttosto bassa.
La loro luce bianca è molto intensa e valorizza al massimo la resa dei colori. Per questo di solito viene
utilizzata per mettere in risalto i quadri o le opere d’arte. Ricorda però che le alogene devono essere
orientate su punti ben precisi, altrimenti perdono il 20% della luminosità.
Lampade fluorescenti “compatte”
Ecco un tipo di lampada a basso consumo. Questo vuol dire che consuma fino all’ 80% in meno delle
lampade tradizionali. E ha una durata fino a 10/15.000 ore! Un altro vantaggio è che può sostituire senza
problemi le lampade comuni, perché hanno lo stesso attacco. Il soggiorno, la cucina o la stanza dei ragazzi
sono i locali della casa più adatti per le fluorescenti compatte, perché hanno bisogno di essere illuminati
in modo prolungato e costante. Il costo, superiore rispetto alle lampade tradizionali, può sembrare troppo
alto. Ma se metti a confronto il consumo e la durata, scoprirai che ci sono indubbi vantaggi.
Lampade fluorescenti tradizionali (al neon)
Anche queste rientrano nella categoria a basso consumo (55-65 lm/W), consumano un quinto delle
comuni lampade a incandescenza e hanno una durata di +- 10.000 ore. Le potrai trovare disponibili in
potenza e dimensioni diverse, in forma circolare o rettilinea. Di solito si utilizzano come fonte di
illuminazione nelle scale comuni o per il piano cottura della cucina. A volte però la scelta di queste
lampade può essere limitata dal fatto che sono molto più grandi e quindi più ingombranti di quelle
classiche. Quando scegli una lampada, non limitarti a valutare il suo aspetto estetico, ma prendi
sempre in considerazione la sua efficienza ed il suo rendimento luminoso.
• I lampadari con molte lampade possono arredare piacevolmente una stanza, ma sei lampade
da 25 watt consumano il 50% in più rispetto ad una sola (ad incandescenza) da 100 Watt.
• Ricorda che i normali interruttori possono essere sostituiti con i regolatori di intensità luminosa.
Questi sono consigliati per ambienti che non richiedono il massimo dell’illuminazione.
• Le lampade coperte di polvere sono meno luminose. Ricordati quindi di spolverarle (staccando la
corrente)!
• Scegli sempre colori chiari per tinteggiare le pareti e ricordati di spegnere la luce quando non ti
serve. Non tenerla accesa inutilmente!
Evita gli errori più frequenti: cioè una quantità di luce insufficiente allo svolgimento di determinate attività come cucinare, leggere, cucire ecc. che richiedono una buona acuità visiva per cui un’ errata distribuzione delle fonti luminose lascia fastidiose zone d’ombra e zone che provocano abbagliamento.
Migliorare l'illuminazione
non significa, infatti, semplicemente aumentare la potenza delle lampadine (e quindi i consumi di
elettricità): molto più importante è invece determinare la corretta distribuzione delle sorgenti luminose e
la giusta qualità della luce. Come determinare la quantità di luce necessaria in un ambiente? A questa
domanda non si può dare una sola risposta. Cambia a seconda delle funzioni a cui è destinato l’ambiente.
In ogni ambiente esistono delle attività principali che richiedono un particolare tipo di luce. In generale la
soluzione migliore, per gli usi domestici, consiste nel creare una luce soffusa in tutto l’ambiente e
intervenire con fonti luminose più intense nelle zone destinate ad attività precise come pranzare, leggere, studiare. È importante anche che le luci non abbaglino né direttamente, né per riflessione. Nel primo caso
basta eliminare dal campo visivo le lampadine con sorgenti di luce concentrata: ciò non vuol dire sempre
cambiare la lampada o modificarne la posizione; spesso basta sostituire la lampadina chiara con una
smerigliata o una opalizzata. Nel caso della riflessione ci sono alcune considerazioni da fare: può
dipendere dal tipo di materiali e oggetti presenti in casa o dal tipo di lampada. Se ci sono superfici
riflettenti si può intervenire sulla sorgente di luce e, ad esempio, sostituire una illuminazione concentrata
con una diffusa. Si può anche intervenire sull’oggetto riflettente, cambiandolo di posto o modificandone
l’orientamento. Non dimentichiamo inoltre che se vogliamo aumentare la luminosità e diminuire i consumi
della luce artificiale le pareti degli ambienti devono essere tinteggiate con colori chiari.
Ecco, infine, alcuni consigli pratici
• Il lampadario centrale da solo per l’illuminazione generale delle stanze non è una soluzione
vantaggiosa in termini energetici.
• L’illuminazione con lampada da terra o da parete in aggiunta, è migliore perché non crea zone d’ombra
e dà una luce diffusa.
• Per illuminare sculture, quadri, particolari oggetti, l’illuminazione più idonea è quella data dai faretti
che creano un fascio di luce diretta.
• Nella zona pranzo è meglio utilizzare una luce sospesa concentrata sul tavolo oppure una lampada da
terra che illumini il tavolo.
• Per le scrivanie sono da preferire le lampade da tavolo.
• Nei bagni sono sufficienti plafoniere a soffitto o applique ad accensione separata, vicino allo specchio.
• Applique e plafoniere sono una valida soluzione anche per i corridoi e per tutti gli ambienti di transito
che non richiedono una forte illuminazione.
• In cucina, oltre all’illuminazione generale, occorre prevedere luci sotto i pensili, sui piani di lavoro e
sul piano di cottura da utilizzare solo dove e quando servono.
Al momento dell’acquisto degli apparecchi domestici è bene prestare attenzione al marchio
CE (o altri marchi riconosciuti a livello europeo). Se c’è il marchio significa che l’apparecchio è prodotto
in conformità con le norme di legge in materia di sicurezza.
Dove si trova il marchio CE? Il marchio può trovarsi sulla confezione, su un’etichetta applicata all’apparecchio o sulla targhetta delle caratteristiche tecniche, oppure, stampato sull’involucro. In ogni caso è un segno che dice “sicurezza”. Per quanto riguarda l’efficienza energetica delle lampadine, é adesso più facile scegliere i prodotti migliori in quanto le informazioni disponibili sono adesso più chiare ed in evidenza. Infatti dal 2002 una direttiva dell’Unione Europea rende obbligatorio esporre anche sulle lampadine un’etichetta (“etichetta energetica”) che indica l’efficienza energetica dei vari tipi di lampade.
